È No.Do. a firmare il progetto esecutivo per la riqualificazione di uno degli spazi commerciali del Terminal 1 dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino. Un intervento che rientra nella più ampia attività della società di ingegneria, attiva a livello nazionale nella progettazione e gestione di opere e interventi complessi, e che prevede la trasformazione dell’attuale area occupata dal McDonald’s in un nuovo ristorante a marchio Burger King. Il progetto, sviluppato per conto di Autogrill Italia S.p.A., non si limita a un rinnovamento estetico degli ambienti, ma interessa la distribuzione degli spazi, la riorganizzazione delle aree operative, le finiture e la gestione dei flussi, con l’obiettivo di coniugare efficienza, funzionalità e qualità dell’esperienza per i passeggeri.

La riqualificazione di Capodichino rappresenta, infatti, un esempio concreto della capacità di No.Do. di confrontarsi con contesti caratterizzati da elevati livelli di complessità, dove architettura, ingegneria, sicurezza, funzionalità e qualità devono necessariamente integrarsi. Progettare all’interno di un aeroporto significa tenere insieme esigenze differenti: sicurezza, continuità operativa, gestione dei flussi, efficienza degli spazi, requisiti igienico-sanitari e qualità dell’esperienza offerta al passeggero.
L’area interessata dal progetto si trova nella Galleria Commerciale del Terminal 1, uno spazio frequentato quotidianamente da un elevato numero di viaggiatori e caratterizzato da ritmi particolarmente intensi. In un ambiente di questo tipo ogni scelta progettuale assume un valore preciso e deve rispondere a esigenze funzionali concrete. Il progetto sviluppato da No.Do. affronta questa complessità attraverso un approccio integrato, nel quale la dimensione architettonica dialoga costantemente con quella impiantistica, organizzativa e gestionale. Il risultato sarà uno spazio completamente rinnovato, nel quale la qualità percepita dal passeggero sarà sostenuta da un’organizzazione tecnica e funzionale progettata con la stessa attenzione.
Una parte fondamentale del lavoro riguarda infatti gli spazi non immediatamente visibili al pubblico, il cosiddetto “Retro”, ovvero l’insieme degli ambienti destinati alle attività operative del ristorante. È qui che si concentra una delle trasformazioni più significative previste dal progetto: le tramezzature esistenti saranno demolite per consentire una nuova distribuzione degli ambienti, studiata sulla base delle esigenze del nuovo punto vendita e dei relativi flussi di lavoro. La nuova configurazione comprenderà una cucina di circa 51 metri quadrati, celle frigorifere per circa 19,2 metri quadrati complessivi e una serie di ambienti di supporto, tra cui un magazzino, un’area lavaggio, un ufficio, servizi igienici per il personale e un deposito rifiuti. Dietro questi numeri si cela un’attenta attività di progettazione, necessaria per garantire una corretta organizzazione dei percorsi, la separazione delle diverse funzioni, la sicurezza degli operatori e la massima efficienza delle attività quotidiane. Anche la scelta dei materiali risponde a una precisa filosofia progettuale nella quale estetica e prestazioni devono procedere di pari passo. Nel Retro sarà realizzato un nuovo pavimento in gres porcellanato, pensato per resistere al traffico intenso, ai lavaggi frequenti e alle sollecitazioni tipiche di un ambiente professionale destinato alla ristorazione. Le pareti saranno interessate dalla posa di un rivestimento ceramico bianco, in grado di assicurare luminosità e, allo stesso tempo, facilità di pulizia e sanificazione. Particolare attenzione è stata riservata anche agli elementi di separazione degli ambienti: le nuove porte interne, con telai in alluminio e ante in legno rivestite in laminato bianco, sono state concepite privilegiando robustezza, funzionalità e semplicità di manutenzione. Sono dettagli che possono apparire marginali, ma che in un progetto di questa natura assumono un ruolo centrale, perché è proprio dalla somma di queste scelte che deriva l’efficienza complessiva dello spazio.
Il progetto interviene inoltre sulla dimensione verticale degli ambienti. Nel Retro saranno rimossi i controsoffitti esistenti per introdurre nuove soluzioni architettoniche e impiantistiche capaci di rispondere alle differenti esigenze delle aree operative. Ufficio, cucina, magazzino e celle frigorifere avranno un’altezza netta di 2,70 metri, mentre corridoi, servizi igienici, area lavaggio e deposito rifiuti saranno organizzati con un’altezza di 2,40 metri. Una progettazione attenta, dunque, anche a quegli elementi che normalmente restano invisibili agli occhi del pubblico, ma che risultano fondamentali per il corretto funzionamento della struttura.

Le nuove soluzioni per i controsoffitti, insieme alle pannellature modulari ispezionabili, consentiranno inoltre di facilitare le future attività di manutenzione degli impianti collocati nel plenum superiore. Se il Retro rappresenta il motore operativo del nuovo ristorante, l’area destinata al pubblico ne costituisce il volto più immediato. Anche qui la trasformazione sarà significativa e sarà affidata all’inserimento dei nuovi arredi Burger King, con tavoli, sedute e desk capaci di ridefinire l’organizzazione dello spazio e l’esperienza dei viaggiatori.
La nuova configurazione prevede 111 posti a sedere nell’area interna e 110 posti nel Dehor esterno, che manterrà la pavimentazione esistente in doghe di legno, contribuendo a conservare un’atmosfera calda e accogliente.
Il progetto punta quindi a creare un ambiente contemporaneo e riconoscibile, ma soprattutto funzionale alle caratteristiche di un aeroporto internazionale, dove gli spazi devono essere in grado di accogliere un numero elevato di utenti garantendo contemporaneamente comfort, sicurezza e facilità di fruizione.
L’intervento di Capodichino racconta in questo senso il metodo di lavoro di No.Do.: una progettazione che non si limita alla definizione degli spazi, ma considera il progetto nella sua complessità, mettendo in relazione architettura, ingegneria, impianti, sicurezza, materiali, manutenzione e organizzazione dei flussi. Un approccio integrato sostenuto anche dall’utilizzo del BIM e da un sistema di gestione certificato secondo gli standard ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ISO 37001 e SA 8000, che esprime l’attenzione dell’azienda alla qualità, alla sostenibilità, alla sicurezza e alla responsabilità sociale.
Il nuovo Burger King del Terminal 1 diventa così un caso emblematico di come un intervento apparentemente circoscritto possa richiedere un’attività progettuale articolata e altamente specializzata. Ogni elemento, dalla distribuzione della cucina alla progettazione degli spazi di servizio, dalla scelta delle pavimentazioni alla gestione dei controsoffitti, è stato studiato per costruire un ambiente capace di rispondere alle esigenze dell’operatore e, allo stesso tempo, migliorare l’esperienza del passeggero. Ma il valore dell’intervento va oltre la singola opera.
Inserito nel percorso di crescita e sviluppo di No.Do., il progetto di Capodichino rappresenta una nuova testimonianza di una presenza professionale che si estende su scala nazionale e della capacità dell’azienda di portare competenze, metodo e visione in contesti differenti e strategici.
Da Napoli alle altre realtà italiane nelle quali è impegnata, No.Do. e Servizi interpreta la progettazione come uno strumento per dare forma a spazi più efficienti, sicuri e funzionali. Capodichino rappresenta quindi un progetto locale per collocazione, ma nazionale per competenze, metodo e visione: un intervento nel quale il lavoro dell’ingegneria rimane spesso dietro le quinte, ma diventa determinante per trasformare un’idea in uno spazio concreto, efficiente e pronto ad accogliere ogni giorno migliaia di viaggiatori.