Con una squadra di 280 giovani professionisti impegnati ogni giorno nei principali cantieri italiani, No.Do. continua a confermare il proprio ruolo di protagonista nei progetti infrastrutturali ad alta complessità. Dalla Calabria, l’azienda porta competenze specialistiche in ingegneria della sicurezza, gestione informativa digitale e Building Information Modeling al servizio della riqualificazione di opere strategiche per il Paese.

Tra queste spicca il grande intervento di ricostruzione del Molo D di Aeroporti di Roma, un’opera che rappresenta una sfida tecnica e organizzativa di assoluto rilievo: trasformare un’infrastruttura aeroportuale senza interromperne mai l’operatività. In questo contesto No.Do. ha assunto un ruolo centrale nella predisposizione del Piano di Sicurezza e Coordinamento e nello sviluppo del modello BIM di cantiere, lo strumento che ha reso visibile, verificabile e condivisibile l’intera sequenza delle lavorazioni tra tutti i soggetti coinvolti.

La riqualificazione del Molo D si sviluppa nell’arco di oltre ottocento giorni attraverso tre macrofasi articolate in sottofasi consecutive, durante le quali il terminal continua a svolgere regolarmente la propria funzione. Gate operativi, piazzole in esercizio, uffici e personale aeroportuale convivono con demolizioni, consolidamenti strutturali e nuove costruzioni distribuite contemporaneamente su sei quote dell’edificio, dal livello -3,20 metri fino alla copertura a +20,00 metri. Alle diverse quote procedono in parallelo opere civili, strutturali e impiantistiche, con lavorazioni che devono coordinarsi senza interferire con il traffico aeroportuale e con le attività quotidiane dello scalo. È proprio questa sovrapposizione di funzioni a rendere il progetto uno degli esempi più significativi di cantierizzazione in ambiente operativo.

Per governare una complessità di questo livello, il cantiere è stato suddiviso in una rete di microcantieri, ciascuno delimitato da accessi dedicati e regole operative specifiche. Le aree di lavoro vengono separate dagli spazi aperti al pubblico mediante recinzioni, pannelli in policarbonato e teli antipolvere; i percorsi destinati alle imprese sono distinti da quelli utilizzati dal personale aeroportuale; le attività più impattanti, come le demolizioni in prossimità dei gate o il posizionamento di grandi elementi mediante autogrù, vengono pianificate nelle ore notturne per ridurre al minimo le interferenze con il traffico aereo. Anche gli spazi esterni sono organizzati con estrema precisione, poiché ogni porzione di piazzale temporaneamente sottratta all’esercizio rappresenta un impatto operativo immediato per l’aeroporto.

L’elemento che caratterizza maggiormente il contributo di No.Do. è la trasformazione della programmazione temporale in un vero e proprio modello informativo. Attraverso il BIM sviluppato in Revit, ogni elemento costruttivo è stato associato alle informazioni relative alla fase di demolizione, consolidamento o realizzazione e al microcantiere di appartenenza. Su questa base sono stati realizzati filtri parametrici in grado di leggere simultaneamente fase, quota e area di lavorazione, generando viste che mostrano esclusivamente le porzioni di edificio interessate in uno specifico momento dei lavori. Il risultato è una sequenza di rappresentazioni che funziona come una fotografia dinamica del cantiere, rendendo immediatamente comprensibili anche ai soggetti non tecnici le aree segregate, i percorsi di accesso, le interferenze con l’operatività aeroportuale e le misure di sicurezza previste. La sicurezza, in questo modo, non rimane confinata alla documentazione tecnica ma diventa uno strumento di comunicazione e coordinamento condiviso.

La complessità del progetto riguarda anche la gestione del modello informativo, organizzato attraverso un articolato sistema di file collegati prodotti da discipline e operatori differenti coinvolti nel processo informativo di Aeroporti di Roma. Mantenere prestazioni elevate del modello e garantire la coerenza dei parametri tra tutti i soggetti coinvolti significa assicurare che ogni filtro restituisca informazioni corrette e aggiornate, dimostrando come la maturità di un processo BIM non dipenda soltanto dalla qualità della modellazione, ma soprattutto dalla capacità di integrare competenze, organizzazioni e dati all’interno di una visione condivisa.

Dietro questa sofisticata organizzazione prende forma una trasformazione profonda del Molo D, che comprende la bonifica dell’amianto nelle aree tecniche, il rinforzo strutturale mediante materiali fibrorinforzati e l’adeguamento sismico dei corpi scala, la realizzazione di nuovi solai, la sostituzione completa delle facciate, la costruzione di nuovi torrini per ascensori e passerelle di collegamento ai gate, l’installazione di un lucernario in acciaio di circa quattordici metri sollevato in un unico elemento, il montaggio del brise soleil lungo l’intero perimetro dell’edificio, un nuovo impianto fotovoltaico in copertura e il completo rifacimento delle centrali termofrigorifere, degli impianti di trattamento aria e delle cabine elettriche. Un intervento destinato a migliorare sicurezza strutturale, efficienza energetica e qualità degli spazi per i passeggeri senza mai interrompere l’attività di uno dei principali aeroporti italiani.

Il cantiere del Molo D dimostra come, nelle grandi infrastrutture in esercizio, la vera innovazione risieda nella capacità di governare e condividere le informazioni prima ancora che nella sola soluzione tecnica. È su questa capacità che No.Do. e Servizi continua a costruire la propria crescita, mettendo a disposizione dei grandi progetti nazionali l’esperienza dei suoi professionisti e confermando che la cultura del coordinamento, della sicurezza e della digitalizzazione rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per realizzare infrastrutture moderne, efficienti e sostenibili.

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