Un progetto da oltre 9 milioni di euro, una delle sedi istituzionali più strategiche della Calabria e una sfida ingegneristica che coniuga innovazione, sicurezza e digitalizzazione. È questo il contesto in cui No.Do. , all’interno del Raggruppamento Temporaneo di Professionisti, composto da HYpro Srl, No.Do. e Servizi e Studio Calvi, ha contribuito alla progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento di adeguamento sismico della Questura di Cosenza, consegnando all’Agenzia del Demanio un progetto destinato a diventare un riferimento per il patrimonio pubblico nazionale. L’intervento interessa il complesso della Questura di Cosenza, un articolato sistema di edifici sviluppato su circa 7.450 metri quadrati, realizzato in epoche differenti tra gli anni ‘80 e i primi 2000 e caratterizzato da una vulnerabilità sismica non più rispondente agli standard normativi attuali.

Prima ancora di progettare, No.Do. ha partecipato a un’approfondita fase di analisi del patrimonio esistente. Campionamenti dei materiali, prove sulle armature, indagini geofisiche e geognostiche, monitoraggi della falda e verifiche strutturali hanno permesso di costruire un quadro conoscitivo estremamente dettagliato dello stato di conservazione degli edifici. Solo attraverso questo percorso è stato possibile individuare la soluzione tecnica più efficace: il ricorso all’isolamento sismico mediante dispositivi a pendolo, una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili nel campo del retrofitting strutturale.
L’intervento prevede l’inserimento di isolatori sismici direttamente alla base dei pilastri, consentendo di disaccoppiare il comportamento della struttura dall’azione del terremoto. Una scelta che permette di ridurre drasticamente le sollecitazioni trasmesse agli edifici, preservandone l’integrità anche in presenza di eventi sismici di elevata intensità.
La vera complessità del progetto non riguarda soltanto gli aspetti strutturali. La Questura è infatti un’infrastruttura strategica che ospita funzioni operative fondamentali della Polizia di Stato, tra cui Squadra Mobile, DIGOS, archivi e alloggio del Questore. Per questo motivo il progetto è stato studiato affinché l’attività dell’edificio possa proseguire anche durante l’esecuzione dei lavori.
L’adozione dell’isolamento sismico permette infatti di concentrare gli interventi prevalentemente nelle sottostrutture, limitando al minimo le interferenze con gli uffici operativi. Un’organizzazione estremamente complessa, articolata in 8 sottofasi esecutive distribuite nell’arco di circa 4 anni, che richiede una pianificazione puntuale di ogni lavorazione. Il solo Corpo D, incompatibile con questa tecnologia per caratteristiche geometriche, sarà demolito e ricostruito come edificio di nuova generazione, realizzato in struttura metallica, progettato secondo gli standard nZEB e dotato di impianto fotovoltaico, nel pieno rispetto dei Criteri Ambientali Minimi.
Uno degli elementi che maggiormente qualificano il contributo di No.Do. è rappresentato dall’utilizzo avanzato della metodologia BIM, adottata lungo l’intero processo progettuale secondo gli standard ISO 19650 e UNI 11337. Il lavoro è partito da un rilievo laser scanner georeferenziato dell’intero complesso, dal quale è stato sviluppato un modello digitale tridimensionale capace di integrare architettura, strutture e impianti in un unico ambiente informativo condiviso.

Questo modello ha consentito al Raggruppamento di coordinare tutte le discipline progettuali, individuando e risolvendo preventivamente le interferenze tra le diverse lavorazioni prima ancora dell’apertura del cantiere. Un approccio che riduce i margini di errore, ottimizza tempi e costi e garantisce un elevato livello di controllo su un intervento di straordinaria complessità.
Il modello informativo non terminerà con la progettazione: al termine dell’intervento verrà consegnato all’Agenzia del Demanio anche l’Asset Information Model (AIM), contenente tutte le informazioni necessarie alla gestione e manutenzione futura del complesso.
L’intervento sulla Questura di Cosenza rappresenta una significativa conferma della capacità di No.Do. e Servizi di operare su infrastrutture pubbliche strategiche, affrontando con competenza sfide che richiedono elevata specializzazione tecnica, gestione integrata delle informazioni e capacità organizzativa. Dalla diagnosi strutturale alla progettazione esecutiva, dalla pianificazione del cantiere all’implementazione del BIM, il contributo della società ha interessato tutte le fasi più delicate del processo, dimostrando come innovazione digitale, competenze ingegneristiche e visione multidisciplinare possano trasformare anche gli interventi più complessi in progetti di eccellenza.
Un lavoro che va oltre la semplice progettazione: significa contribuire alla sicurezza di un presidio fondamentale dello Stato, assicurandone la piena operatività anche in futuro e consolidando il ruolo di No.Do. tra le realtà italiane più qualificate nel settore dell’ingegneria applicata al patrimonio pubblico.