Confronto, formazione e informazione sono state le parole chiave del convegno “Sinergie per la Resilienza”, organizzato da Nodo Formazione ( nodoformazione.it) in collaborazione con l’Università della Calabria, dedicato al tema, di rilevanza nazionale, del dissesto idrogeologico.

L’iniziativa si è svolta nell’Aula Magna dell’Unical, ad Arcavacata di Rende, alla presenza degli Ordini professionali degli Ingegneri della Provincia di Cosenza, dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Cosenza, dell’Ordine dei Geologi della Calabria, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Cosenza e di OICE. Attraverso un approccio olistico, trasversale e sociologico, il confronto ha approfondito la filiera (emergenza, ricostruzione e riduzione del rischio) alla base dei fenomeni di dissesto idrogeologico.

Lo spirito di confronto – ha dichiarato l’Ing. Francesco Guido, CDA Gruppo No.Do. che anima questo convegno produce idee e punti di vista che possono aiutare nella costruzione di nuovi modelli di lavoro che prevengono disastri naturali e che limitano danni alla popolazione. Questo sarà solo uno dei tanti appuntamenti che Nodo Formazione ha in programma con l’obiettivo chiaro di far camminare insieme lavoro, formazione e ricerca.”

I lavori, moderati dall’Ing. Carmelo Gallo, consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul dissesto idrogeologico, hanno rafforzato il dialogo tra istituzioni, professionisti e mondo accademico: “E’ un convegno che è nel solco della formazione che la Nodo fa per gli ordini professionali. Il convegno– ha dichiarato Gallomette insieme tutti questi soggetti intorno ad un tavolo per analizzare insieme di come i problemi degli effetti climatici impattano sulle attività umane”.

Tra i protagonisti dell’incontro, il Prorettore vicario dell’Unical, Stefano Curcio, che ha sottolineato il ruolo strategico dell’università come luogo di connessione tra saperi e competenze: “L’Università rappresenta un catalizzatore, quel nucleo in cui si può costituire un sistema virtuoso, un ecosistema, in cui diversi attori possono dare il loro contributo per cercare di migliorare l’approccio verso le tematiche della Protezione civile, del dissesto idrogeologico. È importantissimo che l’Unical possa diventare il punto di incontro tra ricerca accademica, ricerca applicata, ordini professionali, istituzioni, e tutti coloro i quali possono dare un contributo”.

Nel corso dei lavori è intervenuto anche Fabrizio Curcio, Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche: “L’Italia è uno show room dei rischi naturali, bisogna prendere atto che il tema dei cambiamenti climatici è un tema, non solo nazionale, ma su cui si che si sta confrontando tutta la comunità internazionale e mondiale. Noi partiamo da una posizione di vantaggio, abbiamo una comunità scientifica molto solida, ben strutturata, che nella parte emergenziale è anche ben organizzata, forse dovremmo, nelle fasi successive migliorare le sinergie che questo Paese è in grado di produrre. Credo che il confronto con la comunità scientifica sia fondamentale perché queste scelte debbono attenersi alla conoscenza dei fatti e dei territori, oltre che alle scelte di politiche territoriali che vengono svolte a diversi livelli”.

Per la Regione Calabria è intervenuto Domenico Costarella, Direttore Generale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile: “Le sinergie tra comunità scientifica, ordini professionali, componenti e strutture del sistema — ha sottolineato Costarella — possono e devono fare la differenza. In una regione complicata come la Calabria bisogna essere artigiani della protezione civile, inventarsi metodi di vicinanza e sussidiarietà il più possibile spinta.”

Ha preso la parola anche Salvatore Siviglia, Direttore Generale del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente, che ha evidenziato le criticità normative e finanziarie che rallentano la messa in sicurezza del territorio: “I problemi — ha sottolineato Siviglia — non si risolvono puntando sugli interventi straordinari in condizioni post-emergenziali. Realizzare un’opera pubblica non significa soltanto sanare il problema nell’immediato: bisogna armonizzarla in un ragionamento di lungo periodo, con piani di manutenzione ordinaria. Serve cambiare l’impostazione normativa: un intervento di difesa del suolo non può essere trattato come la progettazione di una piazzetta.”

Il convegno ha visto inoltre la partecipazione di relatori di rilievo nazionale, tra cui Giovanni Legnini, già Commissario per la ricostruzione post-sisma di Ischia; l’Ing. Gianluca Loffredo, Vice Commissario alluvione Emilia-Romagna, Toscana e Marche; Giovanni Gervino, responsabile dell’area finanziaria della struttura del Commissario di Governo; Ing. Raffaele Velardo, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale; i docenti dell’Università della Calabria Giovanna Capparelli, Fabio Ietto e Mario Maiolo.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e condivisione, confermando il valore della collaborazione tra formazione, ricerca e istituzioni per affrontare in modo efficace le sfide legate alla tutela del territorio.

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